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IL NOTAIO

Quarta generazione di notai (il bisnonno è stato nominato notaio nell'anno 1896), Filippo Morello, nato a Ragusa, classe 1960, ove ha vissuto fino agli anni dell'università, si è laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania nell'anno 1983.Dopo avere frequentato le scuole notarili di Napoli e Roma, ha vinto il primo concorso notarile a cui ha partecipato, e nel 1988 è stato iscritto a ruolo nel Distretto di Siracusa, con sede in Rosolini.

Trasferitosi nel 1990 nel Distretto di Ragusa, ha ivi operato fino al 2014, anno in cui si è nuovamente trasferito presso l'originaria prima sede, Rosolini, ove attualmente opera, ma, sulla base delle più recenti normative, può assistere (e assiste) la clientela in tutto il territorio della Regione Siciliana.

Durante la permanenza nel Distretto di Ragusa ha rivestito la carica di delegato di assemblea dei rappresentanti alla Cassa Nazionale del Notariato negli anni dal 1997 al 2003, di Presidente del Consiglio Notarile di Ragusa negli anni dal 2003 al 2005, e ha espletato le funzioni di Giudice Onorario Aggregato nella Sezione Stralcio del Tribunale di Ragusa dall'anno 1999 ai primi mesi dell'anno 2004, evadendo il ruolo di cause civili assegnatogli prima dei cinque anni previsti dalla Legge

Ha curato tutto l'aspetto di consulenza legale, societaria e attività notarile in ordine alla realizzazione dell'aeroporto di Comiso e alla relativa società pubblica di gestione, compresa la procedura di gara pubblica europea per l'ingresso del socio privato, e tutto l'iter per il passaggio dell'area di sedime dal Ministero della Difesa al Comune, avendo fatto parte dello staff tecnico, nonché la ristrutturazione delle società partecipate del Comune di Modica, (la materia delle società a partecipazione pubblica è una giungla normativa in cui si intrecciano diritto civile, commerciale, societario, amministrativo, legislazione e giurisprudenza civile, amministrativa, della Corte dei Conti ed europea), oltre a seguire diverse operazioni immobiliari di grande rilevanza nel sud est siciliano.

Attualmente opera anche quale Magistrato Onorario presso il Tribunale di Ragusa, nella Sezione Penale, con un proprio ruolo monocratico, con ciò ampliando le proprie competenze giuridiche e il proprio bagaglio professionale anche al settore penale.

Il Notaio Filippo Morello, reinterpreta il ruolo del notaio in chiave moderna, unendo tradizione e innovazione nell’approccio alla professione.

Consapevole che il mercato dei servizi legali è in continuo cambiamento ed al fine di rispondere alle sollecitazioni della società in evoluzione- sollecitazioni che richiedono un intervento della categoria notarile in settori che comprendono la consulenza e la contrattualistica che si estende al di là della semplice funzione pubblica e di certificazione, che ne costituisce un completamento e un valore aggiunto- lo studio offre una consulenza completa ai propri clienti, orientandoli verso le soluzioni più congeniali all’obiettivo prefissato.

La tradizionale funzione pubblica del notaio è infatti soltanto uno degli aspetti dell’attività di studio, emergendo infatti nell’approccio alla professione il ruolo di professionista esperto nella contrattualistica, assistendo i clienti, privati e imprese, in ogni fase della consulenza e delle operazioni che li riguardano e valutando sempre molto attentamente il relativo profilo fiscale.

Sebbene la legislazione notarile vigente dedichi poca attenzione agli aspetti dell'attività notarile non riconducibili alla pubblica funzione, questa carenza è solo apparente, poiché la disciplina dell'attività libero-professionale del notaio può inquadrarsi in quella generale del contratto d'opera intellettuale, regolata dagli artt. 2229 ss. C.c.; Anzi può affermarsi che in base ai provvedimenti legislativi degli ultimi anni, l’attività professionale ha assunto un ruolo prevalente rispetto al profilo della pubblica funzione. E, di contro, l’attività della pubblica funzione non è nell’ambito del mondo professionale limitata al notaio: pubblico ufficiale è l’avvocato o il commercialista che assumono l’incarico, di curatore fallimentare, di delegato alle vendite e custode nelle esecuzioni forzate, l’avvocato che autentica patti di convivenza; certamente una pubblica funzione di rilevanza non inferiore hanno i farmacisti, assoggettati all’obbligo di assicurare un pubblico servizio su tutto il territorio nazionale, giorno e notte o gli ingegneri quando collaudano un’opera pubblica.

E, del resto, che la qualifica di pubblico ufficiale, si risolve, ben vedere, in un segmento della complessa prestazione professionale e non conferisce al Notaio un inquadramento diverso rispetto a quello di altri professionisti, emerge dalla giurisprudenza nazionale e comunitaria, vedasi fra tutte, la giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea, la quale, con sentenza della Grande Sezione in data 24 maggio 2011, emessa nella causa C-50/08 (in continuità con la sua giurisprudenza), ha chiarito che i notai, “nei limiti delle loro rispettive competenze territoriali”, esercitano la loro professione “in condizioni di concorrenza”; e la circostanza che le attività notarili perseguano obiettivi di interesse generale, miranti in particolare a garantire la legalità e la certezza del diritto degli atti conclusi tra privati, non è sufficiente a far considerare quelle attività come una forma di “partecipazione diretta e specifica all’esercizio dei pubblici poteri”, principio fatto proprio dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n.9793 del 23 aprile 2013.

L'ultimo comma dell'art. 1 L.N., come norma di chiusura, dispone poi che i notai esercitano «le altre attribuzioni loro deferite dalle leggi», attribuzioni che derivano dalla qualifica di libero professionista del notaio, quali l'attività di consulenza od il ricevimento di documenti in deposito fiduciario; nonchè, come disposto dall’art. 3 comma 4 c) del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 nel testo oggi vigente il compimento in nome o per conto dei propri clienti di qualsiasi operazione immobiliare e finanziaria, e l’assistenza ai propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni; l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli: e, si badi bene, la norma espressamente prevede che tali attività possano essere svolte o in nome (quindi in rappresentanza, a seguito di espressa procura) o (alternativamente) per conto (quindi manifestandosi in proprio all’esterno, ma per conto del cliente a seguito di mandato interno) in tal modo realizzando una attività prettamente di parte, attività prettamente professionale, scissa da qualsiasi carattere di terzietà o che abbia a che fare con la pubblica funzione.

L’attività di libero professionista d’altronde è il contenuto dell’attività funzionale che il notaio è chiamato a realizzare. Invero se la fase attuativa dell’atto notarile attiene alla pubblica funzione, non si può negare che tutto il contenuto negoziale, almeno nella sua fase preparatoria, attiene alla libera professione. Ed infatti il ruolo del notaio nel ricevimento dell’atto non può e non deve limitarsi a quello di semplice scrivano delle dichiarazioni di parte ma, da esperto contrattualista, a lui spetta convogliare la volontà negoziale nello schema negoziale più adeguato, e ciò allo scopo di conferire al negozio giuridico la massima efficacia nel rispetto delle regole poste dall’ordinamento giuridico.

Il contratto redatto dal Notaio, lungi dal riguardare soltanto il rapporto tra le parti, ha poi un valore aggiunto sotto tre profili:

- la sicurezza della volontà delle parti del contratto, che evita alle parti stesse costose e lunghe liti in giudizio;

- la sua efficacia esecutiva nel recupero dei crediti nonché la sua efficacia di prova privilegiata nel processo;                  

- la certezza generale dei diritti creatasi nel tempo con l’affidabilità dei Pubblici Registri e garantita, nella sua continuità, dalla qualità degli atti notarili.